Venetian Cluster, enhancing cultural heritage while crating networks

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Venetian Cluster, enhancing cultural heritage while crating networks

[English and Italian below]

Where are you from?

Venetian Cluster has its operational headquarters in Spinea in the province of Venice. Venice is still the place where we do a lot of activities and events after all it is the richest city in terms of cultural and creative heritage near us. We are however very active throughout the Veneto region with our consultants.

What is the name of your association?

Venetian Cluster

Why this name?

We are called Venetian Cluster to express both the nature of a cluster – a network that unites and makes different entities like companies, research organisations, public bodies, associations work together – and the main location of our work: Venice and the Veneto region, places that have peculiarities of craftsmanship, artistic and cultural skills and the immense cultural and environmental heritage. From the local to the international, Venetian Cluster works to enhance cultural heritage and put different realities in contact, using also innovative solutions and learning from comparisons with other territories.

What do you do?

We are mainly involved in the design and management of projects implemented using public funds. Projects can be at regional, national or European level, like TOMATO. Our mission is the preservation, restoration and enhancement of cultural and environmental heritage, and we offer multiple services such as: technical consultancy, training and coaching, and internationalisation services.

Tell us about one of your projects that you are particularly fond of

We are fond of all of our project but then of course it depends on who you ask to. Project manager Maurizio Malè, for example, is particularly fond of the LIFE VAIA project because “it allows me to manage a European project that deals exactly with the subjects I studied (Forestry and Environmental Sciences), as well as for the fact that it is a very original idea, innovative and potentially a harbinger of new tools for the reforestation of areas damaged by extreme events”, he says. “I particularly like the idea that the project can be beneficial to forests and the environment, as it envisages support from private individuals to temporarily cultivate native plants in damaged public forest areas, while replanting a forest that is more diverse in terms of species and distribution and better adapted to climate change, as well as having greater biodiversity. This model can ensure more extensive and faster reforestation, with improved environmental characteristics compared to those existing before the damage, and also help local communities and their economies, through the creation of jobs linked to more sustainable and healthy production. A challenge that can bring benefits in many ways, with no downside, and that makes us proud to participate in its realisation,” he adds.

Why TOMATO?

We had the idea of TOMATO during a meeting with Gruppo Pleiadi, while we where involved in networking activity organised by Ca’Foscari University within the framework of another European project. Gruppo Pleiadi had already created a draft of the idea and was waiting for the right time and the right funding to realise it. Venetian Cluster saw great potential in it and in the resulting product in terms of innovation and enhancement of cultural heritage. We also realised the great relevance with the European calls for proposals of the CREATIVE programme.

What will your role in the project be?

Within the project we will play both a management support role and we will carry out networking activities trying to create a network of museums, schools, families and associations around the TOMATO product. If the product will prove to be successful, we would also like to bring it to the attention of the Italian Ministry of Culture.

Come si chiama la vostra associazione?

Venetian Cluster srl

Perché questo nome?

Ci chiamiamo Venetian Cluster per esprimere sia la natura di cluster, ovvero di rete che unisce e fa lavorare insieme enti diversi (imprese, enti di ricerca, enti pubblici, associazioni) dei settori del patrimonio culturale e ambientale, sia la localizzazione di partenza, ovvero Venezia e il Veneto, con le sue peculiarità di capacita artigianali, artistiche, culturali e l’immenso patrimonio sia culturale che ambientale presente nel territorio. Dal locale all’internazionale, Venetian Cluster lavora per valorizzare e mettere in rete il patrimonio tramite soluzioni anche innovative e il confronto con altri territori.

Da dove venite?

Venetian Cluster ha la propria sede operativa a Spinea in provincia di Venezia. Venezia rimane però il luogo in cui facciamo tante attività e eventi d’altronde è la città più ricca di patrimonio culturale e creativo vicino a noi. Siamo comunque molto attivi in tutto il Veneto con i nostri consulenti.

Di cosa vi occupate?

Ci occupiamo principalmente di ideazione e gestione di progetti realizzati grazie all’utilizzo di fondi pubblici. I progetti possono essere di livello regionale, nazionale o europeo come TOMATO! La nostra mission è la conservazione, il restauro e la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale e per questo offriamo molteplici servizi oltre alla ricerca fondi quali: consulenze tecniche, formazione e coaching e servizi per l’internazionalizzazione.

Raccontateci uno dei vostri progetti/lavori al quale siete particolarmente affezionati

Ogni progetto che ideiamo e al quale partecipiamo include attività di conservazione, restauro o valorizzazione di patrimonio culturale e ambientale. Quindi possiamo dire che siamo affezionati un po’ a tutti ma forse poi ovviamente dipende a chi lo chiedi. Il project manager Maurizio Malè ad esempio è particolarmente affezionato al progetto LIFE VAIA perché: “mi permette di gestire un progetto europeo che tratta esattamente le materie per le quali ho studiato (Scienze Forestali e Ambientali), oltre che per il fatto di essere un’idea molto originale, innovativa e potenzialmente foriera di nuovi strumenti per la riforestazione di aree danneggiate da eventi estremi. Mi piace in particolare l’idea che il progetto possa essere utile alle foreste e all’ambiente, poiché prevede un supporto da parte di privati per coltivare temporaneamente piante autoctone in aree forestali pubbliche danneggiate, mentre viene ripiantato un bosco più vario come specie e distribuzione e più adatto ai cambiamenti climatici, oltre che con una maggiore biodiversità. Questo modello può garantire una più estesa e più veloce riforestazione, con miglioramento delle caratteristiche ambientali rispetto a quelle preesistenti al danno e un aiuto anche alle comunità locali e alle loro economie, tramite la creazione di posti di lavoro legati a produzioni più sostenibili e salutari. Una sfida che può portare benefici sotto diversi aspetti, senza controindicazioni, e che rende orgogliosi di partecipare alla sua realizzazione.”

Perché Tomato?

TOMATO nasce dall’incontro fra noi e Gruppo Pleiadi grazie ad un’attività di networking organizzata da Università Ca’Foscari nell’ambito di un altro progetto europeo. Gruppo Pleiadi aveva già “in tasca” questo progetto e stava aspettando il momento giusto e i finanziamenti giusti per realizzarlo. Venetian Cluster ha capito il grande potenziale del progetto e del prodotto che ne deriverà in termini di innovazione e valorizzazione del patrimonio culturale musealizzato e ha visto la grande attinenza con i bandi europei del programma CREATIVE.

Quale sarà il vostro ruolo all’interno del progetto?

All’interno del progetto ricopriremo sia un ruolo di supporto al management e svolgeremo attività di networking cercando creare una rete di musei, scuole, famiglie e associazioni intorno al prodotto TOMATO. Se il prodotto otterrà un buon successo tra musei e utilizzatori vorremmo anche portarlo all’attenzione del Ministero della Cultura italiano.

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